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Phanes, il Luminoso

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
“I pianeti, cinti dalle tue fiaccole sempre fiorenti, attraverso instancabili e incessabili danze, sempre mandano le gocce generatrici di vita per coloro che vivono sulla terra.” Proclo, Inno a Helio, vs. 8-10

Tra il 20 e il 22 dicembre, il Sole attraversa i 270° sull'eclittica entrando nel segno del Capricorno che copre la fascia zodiacale che va dai 270° ai 300° eclittici: è il Solstizio d'Inverno per l'emisfero nord.
Per l'occasione vi ripropongo un'immagine famigliare, di cui spesso ho parlato durante le conferenze e le visite guidate, avendo avuto l'opportunità di ritrarla in diverse foto e di visitarla di frequente presso la Galleria Estense di Modena. Si tratta di un rilievo del II secolo che ritrae Aion nelle sembianze di Phanes, il Luminoso. E' un rilievo di rara bellezza e fattura, particolarmente interessante, inoltre, per l'associazione tra Aion e Phanes. In essa vi è l'dea del Tempo che si rinnova nella fertilità delle stagioni. Aion, il tempo increato, «Tempo trascendente e assoluto» si associa in quest'opera all'immagine della nascita e della fertilità portate dalla simbologia orfica di Phanes, termine derivato dal verbo fainò, ciò che brilla e si rende manifesto. Si tratta di idee primordiali che qui si combinano in una straordinaria associazione. Essa ci rimanda agli stretti contatti tra il mondo romano e quello iranico in epoca ellenistica: la concezione iranica di questo Tempo Increato radice di tutte le cose, Zurvan Akanara, in cui ogni cosa periodicamente si rinnova, del cielo, dimora di Ahura Mazda, dal quale i sapienti possono cogliere i segni di queste alterne vicende attraverso il moto degli astri, si arricchì, in questo periodo, di un messaggio messianico: ognuna delle ere di rigenerazione avrebbe dovuto essere guidata dalla figura di un salvatore divino. Poco prima della nascita di Cristo non solo lo zurvanismo mazdaico partecipava a questa attesa ma anche l’ebraismo, il mithraismo e il buddhismo, ovviamente ognuna di queste correnti con premesse diverse. Interessante è il parallelismo tra alcuni elementi della nascita di Mithra, divinità sorta in seno allo zurvanismo iranico, e quella di Cristo: entrambi nati da una vergine in una grotta. Questo rilievo è talmente ricco di intrecci culturali e di simbologie che ha destato l'attenzione di studiosi di tutto il mondo. Ci limitiamo, in questo breve articolo, a farvi notare oggi alcuni motivi iconografici essenziali che caratterizzano questo straordinario rilievo a cui sono particolarmente affezionata: l'uovo cosmico, simbolo dell'unità primordiale dell'universo; le fiamme, simbolo attraverso il quale la divinità si manifesta e diviene visibile dando origine al mondo; il serpente, simbolo del moto incessante del Sole e degli astri e dunque del mondo visibile che si mette in moto, dell'eterno ripetersi degli equinozi e dei solstizi lungo l'arco dell'anno tropico, l'anno delle stagioni. Ed infatti, proprio agli angoli del rilievo, vediamo le quattro stagioni analoghe ai quattro venti ed alle direzioni delle spazio creato dalla divinità, scaturito dall'incrocio del quattro e all'interno del quale si muove incessantemente il Serpente. Phanes, Ekfainò, colui che porta la luce, ha le forme di un giovane: egli è eternamente giovane, poichè nella ruota del Tempo, mossa dal Serpente, continuamente si rinnova. La circolarità del tempo e delle stagioni da esso scaturite è, inoltre, rappresentata dallo Zodiaco, dal greco, Zodiakòs kyklos, cerchio delle costellazioni o cerchio dei viventi. Esso rappresenta le tappe attraverso le quali la vita nasce e si rinnova: la luce del Sole passa continuamente attraverso le fasi evolutive e involutive del cerchio, le due metà ascendente e discendente della ruota zodiacale che corrispondo, infatti, alle fasi di salita e discesa del Sole all'orizzonte durante l'anno tropico. Nel continuo movimento della luce -vita, il tempo eternamente si rigenera. Chi è detentore dei segreti "della fascia quattro volte ripiegata" (lo Zodiaco), si legge in un antico e bellissimo inno ad Aion, dell'Uno e della sua manifestazione, il Quattro, possiede i segreti della rigenerazione e non perisce nell'affanno del continuo mutamento e delle sue immagini transitorie. E' un messaggio di straordinaria positività e di forza che oggi condivido con tutti Voi.
Elisabeth Mantovani
"Possa Tu sempre, con il Tuo aiuto che allontana il male, dare sacra luce ricca di benedizioni alla mia anima."
Foto: rilievo marmoreo con il dio Aion - Phanes, prima metà del II secolo d.C., Galleria Estense di Modena.
Citazioni: Inno ad Helios di Proclo.
Bibliografia: Eventi Astronomici nell'arte di Elisabeth Mantovani, Edizioni Artestampa, 2020.
Astrologia dalla A alla Z di Elisabeth Mantovani, Anima Edizioni, 2009.
Potete contattare Elisabeth Mantovani scrivendo a info@elisabethmantovani.com

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dic 20, 2021 Categoria: General Postato da: elisa

Elisabeth Mantovani



Astrologa, Storico dell'Arte, esperta di Arte e Simbolismo
Guida Turistica della Regione Emilia Romagna.


Il mio percorso e le mie
attività.
Mi interesso sin da giovanissima allo studio dei simboli e all’Arte.
Ho iniziato il mio percorso all’interno degli insegnamenti esoterici avvicinandosi all’arte simbolica di fine ottocento, in particolare all’arte visionaria di Blake, al misticismo e al modo di concepire il fare pittorico dei prerafaelliti.

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