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MnemosineL'Arte della Memoria
“E tu Mnemosine mia ascosa sotto trenta sigilli et rinchiusa nello tetro carcere dell'ombre de le idee, intonami un poco ne l'orecchio."
(Giordano Bruno)

La Mnemonica conosce sin dalle sue origini l’importanza delle Immagini figurate.

Il sapere anticamente infatti veniva tramandato oralmente tramite rari manoscritti.
La necessità di condensare i pochi semplici elementi tutto lo scibile umano portò al frequente utilizzo di immagini visive poiché queste s’imprimono con maggior forza nella memoria rispetto a dati o concetti astratti.

Il nostro metodo attuale di memorizzazione su basa sulle tecniche di Pietro Ramo che visse nella seconda metà del Cinquecento, in un’epoca in cui le scienze empiriche cominciavano a discernersi dalle pratiche magiche o conoscitive della tradizione antica, l’Alchimia, l’Astrologia, la Kabalah o scienza dei numeri.

Il sapere attuale classifica e analizza, secondo i principi di Ramo, per generi e similitudini concettuali o grammaticali.

Il sapere antico che stabilisce relazioni per assonanza o affinità era capace di arrivare all’essenza delle cose: stabilendo attraverso l’analogia i rapporti tra le varie cose arrivava a discenderne l’unità primigenia.

Questo tipo di sapere sintetico sopravvisse fino al Medioevo: un esempio diffuso di questo sapere sono le cattedrali romaniche e gotiche, veri libri di pietra visibile ancora oggi ed immagini del Mondo nella sua totalità, esse descrivevano sulle loro pareti intere cosmogonie tentando l’unione e lo scambio tra Terra e Cielo si ponevano come sintesi del rapporto tra Uomo e Dio.

La trasmissione del sapere basata sul ricordo visivo, sull’assonanza e sull’affinità è sempre esistito: ne sono esempio gli alfabeti geroglifici che sintetizzavano in pochi, significativi simboli tutto lo scibile umano.

Le lettere degli alfabeti più antichi erano al tempo stesso figure con valenze geometriche e iconografiche, suoni, numeri e colori. Proprio per questa qualità evocativa a tuttotondo le lettere erano intrise ognuna di un notevole potere creativo.

L’insieme finito delle lettere/simbolo dava la possibilità di infinite combinazioni: se si carpiva l’essenza delle lettere era dunque possibile creare dal nulla parole, concetti, idee e racconti.

Per questo motivo gli alfabeti antichi avevano anche una funzione magico-religiosa ed un grandissimo potere evocativo.

Gli alfabeti erano infatti sempre associati alle tecniche di divinazione come la Kabalah e strettamente collegati, come i geroglifici egizi, ai riti e alle pratiche iniziatiche.

Anche i Tarocchi Medioevali sono un vero proprio alfabeto enciclopedico costruito con immagini dalla valenza sacra ed archetipica.

Essi riassumono tutto l’Universo conosciuto nel MedioEvo e tuttavia, lungi dall’essere un’epigrafe di quell’epoca, i Tarocchi offrono un vero e proprio schema di ricerca universale e un metodo di approfondimento della conoscenza adattabile a tutte le epoche della storia.

Come ogni edificio della Memoria anche il “teatro” dei Tarocchi può restringersi, arricchirsi di particolari tramite l’immaginazione dello spettatore o del ricercatore che cogliendo l’essenza di ogni Arcano può dilatarla ed estenderla nel tempo e nello spazio.

I Tarocchi vanno dunque considerati al pari degli alfabeti antichi, come un vero edificio mnemonico fatto di immagini significative estensibili nello spazio e nel tempo.

E’ così che i Tarocchi possono assurgere al rango di testo sacro fatto di immagini, capace come ogni pietra miliare del sapere, di costituire un mezzo proficuo per accedere alla conoscenza totale: ciò che gli antichi chiamavano Pansofia.

Essi costituiscono una vera e propria palestra per il nostro cervello, un metodo per allenare la memoria e l’intuizione, facoltà subliminari dell’intelletto, attraverso la proprietà di sintesi ed un corretto utilizzo dell’Immaginazione.

Non si tratta ovviamente della mera fantasia ma della facoltà di pensare per Immagini raggiungendo la causa prima di ogni principio, percependo ogni cosa nella sua totalità universale.

Ciò è possibile poiché nei Tarocchi Medioevali sono contenuti significati archetipici che trascendono il loro stile iconografico e che possono essere decifrati nella composizione del mazzo, nella numerazione degli arcani, nella loro successione e nella possibilità di abbinamenti e interazioni tramite l’analogia e l’affinità.

Nella storia a partire dal primo rinascimento sono stati coniati infatti innumerevoli mazzi di Tarocchi partendo dagli originali, i primi mazzi di 78 carte che vedono la luce intorno al 1400.

Questi innumerevoli adattamenti dei Tarocchi suggeriscono le infinite possibilità d’indagine offerte da questa “macchina filosofica costituita da pensieri esatti” ed archetipici.

Uno degli utilizzi più diffusi dei Tarocchi è la divinazione nonostante il mazzo si apra a notevoli indagini di ricerca sui rapporti tra Dio, l’uomo e l’Universo.

Nella meditazione e nella divinazione, i Tarocchi offrono tuttavia un metodo davvero unico che dà la possibilità all’operatore come al consultante, di fare interagire in modo equilibrato la parte conscia con l’inconscio favorendo lo sviluppo di un’Immaginazione attiva.

Al fine della conoscenza degli Archetipi contenuti nei Tarocchi è molto utile meditare sulle immagini bidimensionali dei Tarocchi Marsigliesi: queste figure, prive di prospettiva, ci trasportano in una dimensione metafisica, fuori dal tempo e dallo spazio dove risiedono i contenuti universali ed archetipici della conoscenza che essi possono trasmettere.

Le immagini del Tarocco di Marsiglia al pari degli edifici mnemonici messi in piedi dai ricercatori dell’Umanesimo e del Rinascimento (Raimondo Lullo, Giordano Bruno, Giulio Camillo Delminio, Robert Fludd..), sono costituiti da Immagini fatte apposta per essere memorizzate e ricordate.

Alle Immagini sono poi associati numeri e parole che ne completano i concetti e ne aumentano il potere evocativo nei confronti delle energie che richiamano.

E’ possibile attraverso la conoscenza dei Tarocchi, ricordare interi avvenimenti, stabilire tra di essi relazioni o addirittura scendere profondamente nel piano Astrale, il cosiddetto “Archivio degli Dèi”: una sorta di “disco rigido” dove tutti i ricordi universali passati, presenti e futuri sono contenuti.

L’Arte della Memoria veniva così chiamata per le sue implicite potenzialità creative relative ad infinite possibilità combinatorie attraverso immagini preparate apposta per essere memorizzate.

La creazione delle immagini nella psiche è illustrata dal diciottesimo arcano dei Tarocchi marsigliesi: La Luna.
Questo Arcano fa altresì riferimento alla discesa nell’inconscio dove si muovono le immagini archetipiche personali e universali.

Al centro dell’Arcano si muove un Granchio, (forse analogo ai significati della divinità egizia Kepher, lo scarabeo) simbolo delle energie in gestazione.

Questa immagine fa riferimento alle enormi potenzialità creative delle immagini e alla possibilità del sapiente utilizzo dell’Arte di Immaginare.

L’immagine creata nella psiche attraversa infatti un periodo di gestazione prima di transitare, con tutte le relative conseguenze, sul piano fisico.

Durante questo periodo l’immagine si carica delle intenzioni, dell’emotività e del volere dell’operatore che incidono sulla sua futura forma e incisività nel mondo del reale.

E’ essenziale che durante questo processo creativo la psiche non sia turbata ma risulti come uno specchio d’Acqua tranquillo e piatto dove l’immagine può chiaramente rispecchiarsi e fissarsi.

Le preoccupazioni, le ansie, i preconcetti della personalità quotidiana possono turbare questo specchio distorcendo l’immagine e inquinandone il contenuto.

Nella meditazione ed ancor più nella divinazione tramite i Tarocchi si opera un processo creativo di grande impatto sia sull’operatore che sull’eventuale consultante: importanti contenuti dell’inconscio personale e collettivo vengono evocati e possono creare turbamento o generare esperienze traumatiche se la mente non è pronta a riconoscerli e ad assimilarli come fa il granchio (Arcano XVIII).

Il raggiungimento di uno stato di profonda calma e distaccamento che ci permetta di essere allo stesso tempo attivi e lucidi, è necessario al fine di procedere alla conoscenza e all’utilizzo delle capacità Immaginative offerte dai Tarocchi.
In questo stato di trance lucida si possono conseguire con i Tarocchi notevoli risultati creativi estendendo il campo della nostra volontà e della nostra energia magnetica.

Le facoltà riflettenti proprie del campo lunare potranno ricevere ed irradiare dal nucleo più profondo del nostro vero io permettendo di estendere all’esterno, attraverso risultati concreti, l’energia dei desideri che si accumula nel campo astrale.

Elisabeth Mantovani

(nella foto "The Gift" Acquerello e China su carta di Elisabeth Mantovani. Per l'utilizzo dell'immagine o del testo rivolgersi a info@elisabethmantovani.com)


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Elisabeth Mantovani

Elisabeth Mantovani

Astrologa, pittrice, esperta di Arte e Simbolismo
Guida Turistica della Regione Emilia Romagna.


Il mio percorso e le mie
attività.
Mi interesso sin da giovanissima allo studio dei simboli e all’Arte.
Ho iniziato il mio percorso all’interno degli insegnamenti esoterici avvicinandosi all’arte simbolica di fine ottocento, in particolare all’arte visionaria di Blake, al misticismo e al modo di concepire il fare pittorico dei prerafaelliti.

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